Casino Online minacciati dalle mafie italiane

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Si parla, si discute, si polemizza: ognuno dice la sua sui migliori casino ed i media svolgono il loro lavoro facendo inchieste, sondaggi e ricerche nel mondo del gioco d’azzardo con risultati, a volte, “scomodi” sopratutto per la criminalità organizzata che allunga tanti “tentacoli” in questo settore. Ognuno si forma la propria idea, trae le proprie conclusioni e chi fa bene il proprio lavoro di giornalista, “passa” i risultati ai cittadini. Può interessare o no, ma “scripta manent” e questo ha iniziato, già da un po’, a dare oltremodo fastidio… in giro. Alla Camera dei Deputati, di conseguenza, vi è stata la discussione sullo stato dell’informazione e sulla condizione dei giornalisti minacciati dalle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche internazionali.

Per prendere un caso emblematico, bisogna parlare della storia di Giovanni Tizian, figlio i una vittima innocente della ‘ndrangheta, che lavorava per la Gazzetta di Modena ed aveva pubblicato diversi articoli dedicati alle infiltrazioni mafiose particolarmente radicate nell’edilizia e nel gioco d’azzardo legale. Uno dei boss citato negli articoli di Tizian sui casino aams, nel corso di varie intercettazioni telefoniche, parlava dei “fastidi” che questi articoli stavano procurando alla sua “attività” e pensava di bloccare il giornalista “anche sparandogli in bocca”. Nel corso dell’audizione alla Camera Tizian descrive con queste parole il boss “intercettato”, Nicola Femia detto Rocco: “un imprenditore molto potente, rispettato da tutti ma con un passato da narcotrafficante” con una condanna in Appello per 23 anni che aveva anche cercato di “comprare”. Il boss, secondo Tizian, aveva anche rapporti con i servizi segreti.